L’emergere di nuovi grossi player, come: il nuovo gruppo Barnes & Noble fino ad arrivare ai grandi rivenditori come Apple, Google, Amazon, non potrà che portare ad una sempre più alta posizione monopolista del mercato che riguarda gli e-book. Ma, Christopher Hamilton-Emery, un editore indipendente commenta: “Io non credo che grande sia sinonimo di meglio… la cavalcata del digital publishing invece porterà a un’esplosione di piccoli editori molto focalizzati e abituati a usare le tecnologie digitali per stabilire un dialogo con i loro lettori”. Se lo dice lui!!??
Ma torniamo al nocciolo della questione. La recente unione tra Random House e Penguin Books, che ha fatto nascere la più grande casa editrice del mondo, tradisce una certa ansietà sul profitto nel medio periodo dell’editoria digitale per i piccoli editori. La cosa da focalizzare è lo strapotere dei rivenditori che prima di altri hanno deciso di fare Business nel mondo dei libri digitali come ad esempio Amazon. Infatti, la compagnia di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle, nello stato di Washington negli Usa ha in mano il 25% del mercato del libro cartaceo, ma con gli ebook arriva addirittura al 60%. E in Inghilterra la percentuale è praticamente di monopolio, il 90% degli ebook passa attraverso Amazon, che di fatto stabilisce le regole del mercato, anche per quanto riguarda prezzi e promozioni.
A tal proposito, il consulente editoriale Mike Shatzkin ha le idee chiare: “Diventando giganti, Penguin e Random House hanno preso un forte potere negoziale. E il nocciolo del gioco sta tutto nel potere contrattuale verso i retailer”. L’unione in effetti crea un colosso immane, si parla di un quarto dei libri in inglese pubblicati nel mondo. Tutto fa pensare che la mossa di Random e Penguin forzerà gli altri quattro giganti dell’editoria, Hachette, HarperCollins, Macmillan e Simon & Schuster a unirsi a loro volta, o comunque ad assorbire editori più piccoli.
Intanto nei paesi anglosassoni la crescita dell’ebook non si ferma: secondo l’associazione degli editori americani la crescita anche quest’anno è stata del 50%, e ormai nefgli Usa gli ebook sfiorano il 30% del mercato totale dei libri. A frenare l’entusiasmo degli editori nel buttarsi sui libri ditgitali c’è la paura di finire come l’industria discografica, che ha subito gravi danni per via della pirateria. ma d’altronde, scrive Cookson sul Financial Times, la crisi ha spinto molti editori a tagliare i costi di stampa e distribuzione affidando al digitale il loro catalogo, e visto che l’appetito vien mangiando, sperimentando in libri interattivi. Insomma, approfittare di un periodo in cui il loro business è più profittevole che mai.

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